AUSTRALASIA, Notturno

AUSTRALASIA, Notturno

Il secondo album di Australasia racconta il lato notturno della natura che con la sua magnificenza sovrasta la miseria e l’abbandono che l’umanità si lascia alle spalle e si presenta come incrocio tra post-rock e input di natura shoegaze. Gli episodi inclusi sono attraversati da armonie eteree, si distinguono per il loro retrogusto onirico e hanno la notevole capacità di risvegliare ricordi sopiti da tempo: li pervade una sottile malinconia che colpisce nel profondo, senza percuotere la sensibilità dell’ascoltatore. Con “Invisibile” vengono alla luce le linee vocali evocative di Mina Carlucci, causa della comparsa di gradazioni di colore inedite all’interno di un album essenzialmente strumentale. Seppure per brevi istanti, in “Amnesia” il suono si irrobustisce e la sezione ritmica assume un ruolo centrale nel suo intersecarsi con armonie ottenute ricorrendo ai synth e a delicati fraseggi di chitarra. “Lumen” prosegue il medesimo discorso e ha in sé un retrogusto cinematografico che, con tocco leggero, la fa assorbire dalle note di pianoforte della traccia posta in chiusura. Ogni armonia è soppesata e contribuisce a delineare atmosfere incantevoli che accompagneranno quei momenti di solitudine in cui ci si perde a osservare le chiome degli alberi rischiarate dalla luna.